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ReatoDiritto penale · Reati informatici

Il furto di identità digitale

Qualcuno usa i tuoi dati per aprire un conto, chiedere un finanziamento, attivare una SIM, entrare nel tuo SPID o creare un profilo social a tuo nome. Nel linguaggio comune è «furto d'identità», ma il codice penale non ha un reato con questo nome: a seconda di che cosa fa l'autore si applicano la sostituzione di persona, la frode informatica aggravata, l'accesso abusivo, la detenzione di credenziali, il trattamento illecito di dati. Per la vittima la priorità è però un'altra: bloccare i danni e cancellare gli effetti degli atti compiuti a suo nome. Questa pagina mette in fila reati e contromosse.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 3 min

In breve

  • Nessun reato autonomo: si applicano sostituzione di persona, frode informatica aggravata, accesso abusivo, reati sulle credenziali e sui dati.
  • Frode con identità digitale altrui: da 2 a 6 anni, procedibile d'ufficio.
  • Prime ore: bloccare SPID, carte, SIM e account, poi denuncia.
  • Contratti a proprio nome: si contestano per iscritto; non si pagano debiti mai sottoscritti.
  • Segnalazioni creditizie errate vanno fatte cancellare.

Che cosa si intende per furto d'identità

La definizione giuridica più precisa si trova nella disciplina del credito al consumo: il furto d'identità è l'impersonificazione totale, cioè l'uso indebito dei dati identificativi e reddituali di un'altra persona, anche defunta, per nascondere del tutto la propria identità, oppure l'impersonificazione parziale, che mescola dati propri e altrui (art. 30-bis D.Lgs. 141/2010). Per contrastarla il Ministero dell'economia gestisce, tramite Consap, un sistema pubblico di prevenzione delle frodi, a cui devono partecipare banche, intermediari finanziari e operatori di comunicazione per verificare i documenti presentati da chi chiede credito o servizi (art. 30-ter).

I reati, caso per caso

Che cosa fa l'autoreReatoPena
Si presenta con il nome o la qualità di un altro, crea un profilo falsoSostituzione di persona (art. 494 c.p.)Fino a un anno
Usa l'identità digitale altrui (SPID, home banking, account) per ottenere denaro o vantaggiFrode informatica aggravata (art. 640-ter, c. 3)Da 2 a 6 anni e multa da 600 a 3.000 euro
Entra senza autorizzazione in un account o sistema protettoAccesso abusivo (art. 615-ter)Secondo le ipotesi della norma
Si procura, detiene o diffonde password, codici, credenzialiArt. 615-quater c.p.Fino a 2 anni; di più nei casi aggravati
Tratta illecitamente dati personali causando un dannoArt. 167 Codice privacyDa 6 mesi a 3 anni secondo i casi

A questi si aggiungono spesso la truffa, le falsità in documenti e la ricettazione dei dati sottratti. Molti casi nascono dal phishing, cioè da messaggi che inducono la vittima a consegnare credenziali e codici.

Che cosa fare se succede

  1. Bloccare: sospendere SPID e CIE presso il gestore, bloccare carte e conti, chiedere all'operatore il blocco della SIM, cambiare le password a partire dalla posta elettronica.
  2. Documentare: schermate, notifiche, email, estratti conto, con date e orari.
  3. Denunciare alla Polizia postale o ad altra forza di polizia, elencando tutti gli atti sospetti.
  4. Contestare gli atti a proprio nome: contratti, finanziamenti, abbonamenti, pagamenti. Per le operazioni di pagamento non autorizzate vale il disconoscimento con le regole del rimborso bancario.
  5. Correggere le banche dati: chiedere la cancellazione delle segnalazioni in CRIF e Centrale rischi derivanti da contratti non sottoscritti; se la banca non risponde, reclamo e Arbitro bancario finanziario.
  6. Tutelare i dati: esercitare i diritti verso chi ha trattato illecitamente i dati e, se serve, reclamo al Garante privacy.

Per lo SPID e le altre identità pubbliche la procedura dettagliata è nella pagina su SPID e identità digitale; per risalire all'autore anonimo di un profilo o di un'operazione, in quella su come identificare un anonimo online.

Domande frequenti

Il furto d'identità è un reato?
Non come figura autonoma: il codice penale punisce i comportamenti con cui l'identità viene usata. Chi si spaccia per un altro risponde di sostituzione di persona (art. 494 c.p.); chi usa l'identità digitale altrui per spostare denaro o ottenere vantaggi economici risponde di frode informatica aggravata, da due a sei anni (art. 640-ter, c. 3); chi entra in un account protetto risponde di accesso abusivo (art. 615-ter); chi si procura o diffonde password e codici, dell'art. 615-quater. La legge sul credito al consumo definisce invece il furto d'identità come impersonificazione totale o parziale di un altro (art. 30-bis D.Lgs. 141/2010).
Hanno aperto un finanziamento a mio nome: devo pagarlo?
No, se il contratto non l'hai sottoscritto tu. Occorre contestarlo subito per iscritto alla finanziaria, allegando la denuncia, e chiedere la cancellazione delle segnalazioni nelle banche dati creditizie. La finanziaria deve dimostrare di aver identificato correttamente il cliente; se insiste, si può ricorrere all'Arbitro bancario finanziario o al giudice. Banche e finanziarie partecipano a un sistema pubblico di prevenzione delle frodi che serve proprio a verificare i documenti presentati.
Qualcuno ha usato il mio SPID: che cosa faccio per prima cosa?
Sospendi o revoca subito l'identità presso il gestore, cambia le credenziali della posta elettronica collegata, controlla gli accessi ai servizi pubblici e agli altri account, e presenta denuncia. Poi verifica gli atti compiuti a tuo nome (domande, cambi di residenza, bonus, pagamenti) e contestali presso gli enti interessati. La procedura passo per passo è nella pagina su SPID e identità digitale.
Un profilo social falso usa le mie foto e il mio nome: è reato?
Di regola sì, sostituzione di persona (art. 494 c.p.), se il profilo serve a procurarsi un vantaggio o a recare un danno, anche non economico. Conviene salvare le prove (schermate con indirizzo e data), segnalare il profilo alla piattaforma chiedendone la rimozione e sporgere querela o denuncia; se il profilo diffonde contenuti offensivi si aggiungono la diffamazione e le tutele sul trattamento dei dati.

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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