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GuidaPrivacy e digitale · Contratti e identità digitale

Vendere online: gli obblighi per il venditore

Aprire un negozio online è semplice, venderci in regola lo è meno: chi vende a consumatori su un sito, su un marketplace o sui social deve dare prima dell'acquisto un elenco preciso di informazioni, far riconoscere che il clic comporta un pagamento, garantire quattordici giorni di ripensamento, consegnare entro trenta giorni, non aggiungere costi con caselle preselezionate, calcolare gli sconti sul prezzo più basso dei trenta giorni precedenti e non pubblicare recensioni false o non verificate. Le regole vengono dal codice del consumo, riscritto nel 2023 con la direttiva Omnibus, e dal decreto sul commercio elettronico; a farle rispettare è l'Antitrust, con sanzioni fino a dieci milioni di euro, e il consumatore, che se non è informato può recedere per un anno. Questa pagina è la lista degli obblighi, con le norme e le sanzioni.

Verificato il 22 settembre 2026Lettura: 8 min

In breve

  • Prima dell'ordine (art. 49 cod. cons.): caratteristiche, identità e indirizzo, prezzo totale, consegna, recesso con modulo, garanzia, durata; sul sito i dati dell'art. 7 D.Lgs. 70/2003.
  • Al clic (art. 51): riepilogo e pulsante «ordine con obbligo di pagare», altrimenti nessun vincolo; conferma su supporto durevole; ricevuta dell'ordine (art. 13 D.Lgs. 70).
  • Recesso (52-59): 14 giorni senza motivo; 12 mesi se non informato; rimborso in 14 giorni; eccezioni tassative.
  • Consegna e costi (61-65): 30 giorni; rischio sul venditore; consenso espresso per ogni extra; niente sovrapprezzi sui pagamenti.
  • Omnibus 2023: sconti sul prezzo più basso dei 30 giorni (17-bis); recensioni verificate (22-23); classifiche trasparenti; sanzioni AGCM 5.000-10.000.000 € (27).

Prima e durante l'ordine

Art. 51, comma 2, D.Lgs. 206/2005

«Se un contratto a distanza che deve essere concluso con mezzi elettronici impone al consumatore l'obbligo di pagare, l'operatore economico gli comunica in modo chiaro ed evidente le informazioni di cui all'articolo 49, comma 1, lettere a), e), n-bis), q) e r), direttamente prima che il consumatore inoltri l'ordine. Il professionista garantisce che, al momento di inoltrare l'ordine, il consumatore riconosca espressamente che l'ordine implica l'obbligo di pagare. Se l'inoltro dell'ordine implica di azionare un pulsante o una funzione analoga, il pulsante o la funzione analoga riportano in modo facilmente leggibile soltanto le parole "ordine con obbligo di pagare" o una formulazione corrispondente inequivocabile [...]. Se il professionista non osserva il presente comma, il consumatore non è vincolato dal contratto o dall'ordine.»

Il contratto concluso su un sito, su un'app, su un marketplace o via chat con un consumatore è un contratto a distanza e segue le regole degli artt. 45-67 del codice del consumo, che si aggiungono a quelle del decreto sul commercio elettronico. La prima è l'informazione precontrattuale (art. 49): prima che il cliente sia vincolato, il venditore fornisce in modo chiaro le caratteristiche principali del bene o servizio, la propria identità con indirizzo geografico, telefono ed e-mail (e l'identità di chi rappresenta, se agisce per conto altrui), il prezzo totale comprensivo di imposte e spese di consegna o, se non calcolabile, il modo di calcolarlo, le modalità di pagamento, consegna ed esecuzione con la data, la gestione dei reclami, l'esistenza del diritto di recesso con condizioni, termini, modulo tipo e l'avviso che il costo del reso è a carico del consumatore, oppure l'assenza del recesso nei casi esclusi, la garanzia legale di conformità e le eventuali garanzie commerciali, la durata del contratto e le condizioni per recedere da quelli a tempo indeterminato o a rinnovo automatico, la funzionalità, la compatibilità e l'interoperabilità dei contenuti e servizi digitali, e, se il prezzo è personalizzato con decisioni automatizzate, questa circostanza. Sui marketplace il gestore aggiunge se il venditore è un professionista o un privato, e come si ripartiscono gli obblighi (art. 49-bis). La seconda regola è quella del clic: subito prima dell'inoltro dell'ordine devono comparire caratteristiche, prezzo totale, durata e condizioni di durata minima, e il pulsante finale deve dichiarare l'obbligo di pagare, altrimenti il consumatore non è vincolato, cioè può non pagare e non ritirare senza conseguenze; le restrizioni di consegna e i mezzi di pagamento accettati vanno indicati all'inizio del processo, e il contratto concluso deve essere confermato su supporto durevole (e-mail va bene) entro un tempo ragionevole e comunque prima della consegna o dell'inizio del servizio. Il decreto sul commercio elettronico aggiunge la ricevuta dell'ordine, da inviare senza ingiustificato ritardo con il riepilogo di condizioni, caratteristiche, prezzo, pagamento, recesso, consegna e tributi (art. 13), e le informazioni permanenti del sito: nome o ragione sociale, sede, contatti con e-mail, numero REA o di iscrizione al registro delle imprese, partita IVA, estremi dell'autorizzazione o dell'ordine professionale, prezzi con l'indicazione di imposte e spese (art. 7); prima della conclusione vanno spiegate le fasi tecniche del contratto, l'archiviazione, la correzione degli errori di inserimento, le lingue e i codici di condotta (art. 12).

Recesso, consegna, prezzi, recensioni

ObbligoRegolaNorma
Recesso14 giorni senza motivazione dal ricevimento del bene (o dell'ultimo bene, o dalla conclusione per i servizi); 30 giorni per le vendite in visite domiciliari non richieste; 12 mesi se il consumatore non è stato informato; dichiarazione con il modulo tipo o altra dichiarazione esplicita, anche via sito con confermaArtt. 52-54
Effetti del recessoRimborso di tutto, spese di consegna standard comprese, entro 14 giorni con lo stesso mezzo, trattenibile fino al ritorno del bene o alla prova di spedizione; restituzione a carico del consumatore entro 14 giorni, con costi a suo carico solo se informato; responsabilità del consumatore per la diminuzione di valore oltre la manipolazione necessaria a stabilire natura e funzionamentoArtt. 56-57
Eccezioni al recessoBeni personalizzati, deperibili, sigillati aperti per igiene, mescolati, software e supporti sigillati aperti, giornali, aste pubbliche, servizi completati con consenso e rinuncia, contenuti digitali scaricati con consenso e rinuncia, alloggi, trasporti, noleggi, catering e tempo libero con data, riparazioni urgenti richiesteArt. 59
ConsegnaEntro 30 giorni salvo diverso accordo; in caso di ritardo, termine supplementare e poi risoluzione con rimborso; rischio di perdita a carico del venditore fino alla consegna, salvo vettore scelto dal consumatoreArtt. 61, 63
Costi aggiuntiviConsenso espresso per ogni pagamento supplementare; le opzioni preselezionate non valgono e la somma va restituita; nessun sovrapprezzo per il mezzo di pagamento oltre il costo sostenuto; telefono di assistenza a tariffa baseArtt. 62, 64, 65
ScontiOgni annuncio di riduzione indica il prezzo precedente = il più basso praticato nei 30 giorni precedenti; deroghe per deperibili, prodotti nuovi e sconti progressiviArt. 17-bis
Classifiche e ricercheInformazione sui parametri principali che ordinano i risultati e sulla loro importanza; indicazione degli annunci a pagamentoArt. 22 c. 4-bis; art. 23 lett. m-bis
RecensioniIndicare se e come si verifica che provengano da acquirenti; vietato dichiararle verificate senza misure ragionevoli e inviare o commissionare recensioni false o falsi «mi piace»Art. 22 c. 5-bis; art. 23 lett. bb-ter, bb-quater
Garanzia legaleConformità per 2 anni, presunzione del difetto per 1 anno, riparazione o sostituzione, poi riduzione o risoluzione; contenuti e servizi digitali con aggiornamentiArtt. 128-135-septies
SanzioniAGCM: divieto della pratica e sanzione da 5.000 a 10.000.000 euro, minimo 50.000 per le pratiche dell'art. 21 c. 3-4 su prodotti pericolosi e minori; pubblicazione; inibitorie delle associazioni; sanzioni ex art. 21 D.Lgs. 70/2003 per le informazioni del sitoArt. 27 c. 9; art. 66

La direttiva Omnibus, recepita con il D.Lgs. 26/2023, ha aggiunto le regole che oggi generano più contestazioni: il prezzo di riferimento degli sconti, che non è più il «prezzo di listino» ma il minimo dei trenta giorni precedenti, con l'obbligo di indicarlo in ogni annuncio di riduzione, anche sui marketplace e nei saldi; la trasparenza delle classifiche, con l'informazione sui parametri che determinano l'ordine dei risultati e l'evidenza dei posizionamenti a pagamento; le recensioni, che non si possono presentare come verificate senza un sistema di verifica e che non si possono comprare, scrivere o commissionare; il prezzo personalizzato con decisioni automatizzate, da dichiarare. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato applica queste norme come pratiche commerciali scorrette, con istruttorie che partono spesso da segnalazioni dei consumatori, impegni, sanzioni proporzionate al fatturato e pubblicazione dei provvedimenti; per le violazioni transfrontaliere collabora con le autorità degli altri Stati. Accanto alle regole per i consumatori restano quelle generali: la SCIA al comune per il commercio elettronico al dettaglio, la partita IVA con il codice ATECO del commercio online, la fatturazione o la memorizzazione dei corrispettivi, l'IVA con il regime OSS per le vendite a consumatori di altri Stati membri oltre la soglia, la sicurezza e l'etichettatura dei prodotti, l'informativa privacy e i cookie, la tracciabilità dei venditori sui marketplace richiesta dal regolamento sui servizi digitali; e, per chi vende a imprese, il codice del consumo non si applica ma valgono il codice civile e le condizioni generali.

Come mettersi in regola

  1. Pagine legali del sito: dati dell'art. 7 D.Lgs. 70/2003, termini e condizioni con le informazioni dell'art. 49, informativa sul recesso con modulo, garanzia legale, privacy e cookie.
  2. Percorso d'acquisto: riepilogo prima del pulsante, pulsante «ordine con obbligo di pagare», niente caselle preselezionate, spese di consegna e restrizioni visibili all'inizio, e-mail di conferma con tutte le condizioni.
  3. Procedure di recesso e reso: canale per la dichiarazione, conferma di ricezione, rimborso in 14 giorni con lo stesso mezzo, regole sui costi del reso e sulla diminuzione di valore.
  4. Prezzi e promozioni: registro del prezzo più basso dei 30 giorni per ogni prodotto; annunci di sconto con il prezzo precedente; classifiche e sponsorizzazioni dichiarate.
  5. Recensioni: sistema di verifica dell'acquisto, politica di moderazione pubblicata, nessuna recensione commissionata; gestione dei reclami e ADR/ODR indicati.

Vendere online è un contratto a distanza con regole di forma e di sostanza: chi le rispetta ha ordini vincolanti e resi ordinati, chi le ignora ha clienti che possono non pagare, recedere per un anno e segnalare all'Antitrust. Il diritto di ripensamento dal lato del cliente è nella pagina sul recesso negli acquisti online; i difetti dei prodotti nella pagina sulla garanzia legale; gli obblighi del sito nella pagina su cookie e siti web; le recensioni nella pagina sulle recensioni online.

Domande frequenti

Che cosa deve esserci nel mio sito prima che il cliente compri?
Le informazioni dell'art. 49 del codice del consumo, in modo chiaro e comprensibile: caratteristiche del prodotto, chi sei (nome o ragione sociale, indirizzo geografico, telefono, e-mail), prezzo totale con imposte e spese di consegna, modalità di pagamento e consegna con la data, il diritto di recesso con il modulo e chi paga il reso, la garanzia legale di due anni, la durata e la disdetta degli abbonamenti, le funzionalità dei contenuti digitali. Subito prima del pulsante d'ordine devono comparire di nuovo caratteristiche, prezzo totale e durata, e il pulsante deve dire «ordine con obbligo di pagare» o una formula equivalente: se manca, il consumatore non è vincolato (art. 51). Il sito deve poi riportare in modo permanente i dati dell'art. 7 D.Lgs. 70/2003 (sede, contatti, REA o registro imprese, partita IVA) e l'informativa privacy e cookie.
Il cliente può restituire tutto entro 14 giorni, anche se il prodotto è perfetto?
Sì, senza motivazione, entro 14 giorni dal ricevimento del bene (dalla conclusione per i servizi), e tu devi rimborsare entro 14 giorni dalla comunicazione del recesso con lo stesso mezzo di pagamento, potendo attendere il ritorno del bene o la prova della spedizione (artt. 52-56); il costo del reso è a carico del cliente solo se lo hai informato prima. Se non hai informato del recesso, il termine diventa di 12 mesi (art. 53). Non c'è recesso per i beni personalizzati, quelli deperibili, quelli sigillati aperti per motivi igienici, i contenuti digitali scaricati con il consenso e la rinuncia espressa, i servizi già completati con consenso, i biglietti e i servizi con data fissa (art. 59). Il cliente risponde della diminuzione di valore se ha usato il bene oltre quanto serviva per verificarlo.
Posso scrivere «sconto del 50%» sul prezzo di listino?
Solo se il prezzo di riferimento è il più basso che hai praticato alla generalità dei clienti nei 30 giorni precedenti (art. 17-bis, dal 2023): l'annuncio di riduzione deve indicare quel prezzo precedente; per i prodotti in vendita da meno di 30 giorni va indicato il periodo di riferimento; nelle campagne a sconti progressivi il riferimento resta il prezzo anteriore al primo sconto. I prodotti alimentari deperibili sono esclusi. Gli sconti «gonfiati» sono una pratica ingannevole sanzionata dall'AGCM.
Come devo gestire le recensioni sul mio sito?
Se pubblichi recensioni devi indicare se e come verifichi che provengano da chi ha davvero comprato o usato il prodotto (art. 22 c. 5-bis); dichiarare che sono verificate senza misure ragionevoli di verifica, o inviare e commissionare recensioni false o falsi apprezzamenti, è una pratica in ogni caso ingannevole (art. 23 lett. bb-ter e bb-quater), con sanzioni AGCM da 5.000 a 10 milioni di euro. Puoi moderare le recensioni offensive o illecite, ma non cancellare quelle negative autentiche facendo credere che siano tutte positive.
Che cosa rischio se non rispetto queste regole?
Tre cose: il consumatore non è vincolato dall'ordine se manca il riconoscimento dell'obbligo di pagare, può recedere per 12 mesi se non è stato informato e non deve pagare i costi non informati o dedotti da caselle preselezionate; l'AGCM, anche su segnalazione dei clienti, può vietare la pratica e irrogare sanzioni da 5.000 a 10 milioni di euro (art. 27 c. 9), con la pubblicazione del provvedimento; le associazioni dei consumatori possono agire con l'azione inibitoria e la class action. Le violazioni del D.Lgs. 70/2003 sulle informazioni del sito sono punite con sanzioni amministrative ex art. 21.

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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