Risposta della redazione
Redazione avvocato.co · 2026-10-08 · informazione generale, non è un parere sul tuo caso
Quando emette l'ordine di esecuzione, il pubblico ministero deve indicare la pena da scontare al netto della custodia cautelare e delle pene espiate senza titolo; l'ordine riporta sia la pena con le detrazioni sia quella senza. Se il calcolo è sbagliato, lo strumento è l'incidente di esecuzione.
Lo proponi davanti al giudice dell'esecuzione, cioè il giudice che ha emesso la sentenza. Con lo stesso strumento si fanno valere anche gli altri errori sull'ordine: condanna non definitiva, notifica nulla, pena già espiata, cumulo sbagliato. Il giudice decide con ordinanza dopo un'udienza in camera di consiglio, con avviso di almeno dieci giorni, e la sua decisione è ricorribile per cassazione.
Tieni presente che la richiesta non sospende automaticamente l'esecuzione, anche se il giudice può disporre la sospensione.
Il calcolo corretto conta anche perché la sospensione dell'ordine dipende dalla pena da espiare in concreto: se, tolta la custodia cautelare, il residuo non supera i quattro anni, l'ordine va sospeso e hai 30 giorni per chiedere una misura alternativa. Chi però era in custodia cautelare in carcere quando la sentenza è diventata definitiva non ha diritto alla sospensione e chiede le misure alternative dal carcere.
Trovi tutti i dettagli nella guida completa L'ordine di esecuzione: quando si va in carcere dopo la condanna: per valutare il tuo caso specifico chiedi a un avvocato.