Risposta della redazione
Redazione avvocato.co · 2026-10-08 · informazione generale, non è un parere sul tuo caso
Dal 2017 l'avvocato è obbligato, anche senza tua richiesta, a comunicarti per iscritto al momento dell'incarico la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo tra oneri, spese anche forfettarie e compenso. Basta una lettera, una email o una PEC. La mancata comunicazione è un inadempimento e un illecito disciplinare, che puoi segnalare al Consiglio dell'ordine.
Sul compenso, se non c'è un accordo scritto si applicano i parametri del DM 55/2014, aggiornato dal DM 147/2022, che il giudice può aumentare o diminuire fino al 50%. Sono anche il metro con cui si valuta se la parcella è congrua rispetto al lavoro svolto.
Per contestare puoi rivolgerti al Consiglio dell'ordine per un tentativo di conciliazione. Se non c'è accordo, l'avvocato può chiedere al Consiglio un parere di congruità e ottenere con quello un decreto ingiuntivo, contro cui puoi proporre opposizione; in alternativa la lite sui compensi si svolge davanti al tribunale. In giudizio contano l'accordo scritto, la documentazione delle spese e l'attività effettivamente svolta, e la mancanza del preventivo viene valutata contro l'avvocato.
Ricorda comunque che il lavoro effettivamente svolto va pagato, e che alla fine dell'incarico hai diritto alla fattura con il dettaglio e alla restituzione dei documenti.
Trovi tutti i dettagli nella guida completa Il preventivo scritto è obbligatorio: per valutare il tuo caso specifico chiedi a un avvocato.