Risposta della redazione
Redazione avvocato.co · 2026-10-08 · informazione generale, non è un parere sul tuo caso
Dipende dalle dimensioni della tua impresa. Dal 15 luglio 2022 il fallimento si chiama liquidazione giudiziale e riguarda l'imprenditore commerciale non minore insolvente, con almeno 30.000 euro di debiti scaduti. Sei impresa minore se non superi nessuna di queste soglie: attivo fino a 300.000 euro, ricavi fino a 200.000 e debiti fino a 500.000; ne basta una superata per uscire dalla categoria.
Se rientri nell'impresa minore, non sei soggetto alla liquidazione giudiziale ma alle procedure da sovraindebitamento, con l'assistenza di un organismo di composizione della crisi (OCC). Puoi proporre ai creditori un concordato minore se vuoi proseguire l'attività, oppure chiedere la liquidazione controllata dei tuoi beni, che dura tre anni e si chiude con l'esdebitazione. Se non hai nulla da offrire e sei meritevole, l'esdebitazione dell'incapiente cancella i debiti una sola volta. Anche un creditore può chiedere la liquidazione controllata, ma solo per debiti scaduti da almeno 50.000 euro.
Se invece superi le soglie e il risanamento è ragionevolmente possibile, la prima porta è la composizione negoziata, riservata e guidata da un esperto nominato dalla camera di commercio. In ogni caso muoversi presto conta: aspettare il pignoramento o l'istanza del creditore è la scelta più costosa.
Trovi tutti i dettagli nella guida completa Il codice della crisi d'impresa: la mappa degli strumenti: per valutare il tuo caso specifico chiedi a un avvocato.