Risposta della redazione
Redazione avvocato.co · 2026-10-08 · informazione generale, non è un parere sul tuo caso
Non esiste un tariffario obbligatorio: il compenso si concorda liberamente con l'avvocato, a tempo, in modo forfettario, per fasi o a percentuale sul valore dell'affare, e l'avvocato è obbligato a darti per iscritto un preventivo con la prevedibile misura del costo, distinguendo compenso, spese e oneri.
Come riferimento puoi usare i parametri ministeriali (DM 55/2014, con le tabelle del DM 147/2022), che si applicano quando manca un accordo scritto e quando il giudice liquida le spese. Per una causa civile in tribunale nello scaglione da 5.200 a 26.000 euro il valore medio complessivo è di 5.077 euro, sommando le fasi di studio, introduttiva, istruttoria e decisionale. Il giudice parte da questi valori e può aumentarli o ridurli fino al 50%. Le fasi non svolte non si pagano: una causa chiusa con una transazione dopo la prima udienza non comporta la fase decisionale.
Al compenso si aggiungono sempre il 15% di spese forfettarie, il 4% di Cassa forense, il 22% di IVA e le spese vive, come contributo unificato, notifiche e consulenti. Per fare un esempio, 1.000 euro di compenso diventano circa 1.459 euro più le spese vive. Se il tuo reddito familiare è sotto la soglia di legge, puoi chiedere il patrocinio a spese dello Stato.
Trovi tutti i dettagli nella guida completa Quanto costa un avvocato: i parametri in cifre: per valutare il tuo caso specifico chiedi a un avvocato.