Risposta della redazione
Redazione avvocato.co · 2026-10-08 · informazione generale, non è un parere sul tuo caso
Dalla notifica hai sessanta giorni, e in questo periodo puoi scegliere tra tre strade. La prima è l'acquiescenza: se rinunci a impugnare e a chiedere l'adesione e paghi entro il termine per il ricorso, le sanzioni sono ridotte a un terzo, anche a rate. È la scelta quando la pretesa è fondata e l'importo sostenibile.
La seconda è l'accertamento con adesione: l'istanza sospende per novanta giorni il termine per ricorrere e apre il contraddittorio con l'ufficio. Se raggiungi l'accordo, le sanzioni scendono a un terzo del minimo e puoi pagare in otto o sedici rate trimestrali; se non lo raggiungi, ti restano i giorni residui per il ricorso.
La terza è il ricorso alla Corte di giustizia tributaria di primo grado entro sessanta giorni, notificato all'ufficio via PEC, con l'assistenza tecnica sopra i 3.000 euro. In pendenza di ricorso l'atto resta esecutivo per un terzo delle imposte, salvo sospensione chiesta al giudice.
Se non fai nulla, l'avviso diventa definitivo e, per imposte dirette e IVA, dopo altri trenta giorni le somme sono affidate ad Agenzia delle Entrate-Riscossione, senza cartella. Attenzione: l'istanza di autotutela per errori manifesti non sospende i sessanta giorni.
Trovi tutti i dettagli nella guida completa L'avviso di accertamento: come si legge e che cosa fare: per valutare il tuo caso specifico chiedi a un avvocato.